TRAMA FAMILIARE di Narcisa Monni (2014)

Comune di Samugheo

e

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 

 Narcisa Monni

 TRAMA FAMILIARE

 

A cura di Davide Mariani

 

dal 5 al 27 luglio 2014

 

Inaugurazione sabato 5 luglio ore 18:30

Museo MURATS

 Il Comune di Samugheo e il Museo MURATS presentano TRAMA FAMILIARE di Narcisa Monni a cura di Davide Mariani. La mostra sarà inaugurata sabato 5 luglio alle ore 18:30, presso il Museo MURATS e sarà allestita al piano terra. Allo stesso tempo si potrà visitare la collezione tessile del Museo e la mostra “La Grande Notte” di Tonino Mattu sulla Grande Guerra..

 La mostra si presenta come un percorso all’insegna della rielaborazione dell’immaginario dell’arte tessile regionale, inteso come l’espressione di un particolare linguaggio composto da simboli e decorazioni che caratterizzano il repertorio iconografico dei manufatti dell’Isola. Accanto alla collezione storica del museo diventano co-protagoniste le opere dell’artista che danno vita a una serie di dialoghi inattesi lasciando trasparire un insieme di memorie ancora fortemente presenti.

 Un altro appuntamento, secondo il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas, che ripropone il MURATS in quella linea seguita da alcuni mesi dove, il passato si avvicina al presente per testimoniare che il Museo è un’istituzione dinamica e attenta a quello che accade intorno a noi, e dove il confronto diventa stimolo per la nascita di nuove idee. Per il Direttore del MURATS Baingio Cuccu questa mostra mette in evidenza le possibilità di interconnessione tra l’arte e l’artigianato, tra conoscenza delle tradizioni e visioni contemporanee dove all’obbiettivo della bellezza si aggiunge quello della ricerca e dello studio.

Lo spirito con il quale Narcisa Monni si è confrontata con il patrimonio culturale e artistico tradizionale – scrive il curatore Davide Mariani – è quello di reinterpretarne i simboli, i motivi e  le decorazioni in una ricerca formale sempre ricollegabile al concetto di memoria, intesa come un substrato culturale che grazie all’insieme di immagini, sensazioni e nozioni evoca un sentimento di familiarità che consente di localizzare le opere entro una determinata cornice spazio-temporale. Il complesso tentativo di decifrazione simbolica deve essere considerato alla luce di una dimensione più ampia di riconoscibilità e immediatezza che scaturisce dal forte impatto visivo delle opere.

 L’operazione compiuta da Monni per l’occasione è quella di fare riferimento a una vasta campionatura delle varie tecniche di rappresentazione e dei moduli decorativi più ricorrenti: partendo dagli abiti tradizionali, dei quali richiama i colori, ai motivi ornamentali, con elementi floreali fino alle figurazioni zoomorfe, che l’artista riproduce con forme perlopiù stilizzate. L’utilizzo delle buste di plastica come supporto tende a conferire un tono di fragilità, mentre le colature verticali di acrilico generano un senso di lento, ma inesorabile disfacimento dell’immagine. Quello che ne risulta è un inedito catalogo visivo che sintetizza immagini universali e sentimenti personali. La vasta gamma di motivi viene ora tradotta dall’artista in un linguaggio che comunica la psicologia, la morale, la tensione estetica e culturale di una comunità, in cui si intrecciano, allo stesso tempo, il bisogno di identificazione in un gruppo sociale e la necessità di espressione individuale. Le opere di Monni risultano costruite sulla base di una dimensione collettiva che diviene l’espressione di un racconto personale dal quale emergono differenti stati emotivi, memorie, desideri e inquietudini. L’artista attinge al bacino simbolico dei saperi ridefinendoli e contestualizzandoli al suo vissuto, che in questo modo diventano la rivelazione, a tratti inconscia, della sua eredità culturale riscritta entro una “trama” fatta di gesti e sensazioni quotidiane, come si evince dai titoli dei lavori, spesso in apparente contraddizione rispetto al contenuto. Una “Trama familiare” in cui codici, valori e segni si fondono per ridefinire il suo immaginario personale.

 

Narcisa Monni, (Alghero, 1981) vive e lavora a Sassari.

Mostre Principali:

2014 Deep, a cura di Arianna Beretta, CircoloQuadro, Milano; Zenìa, MURATS – Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda, Samugheo (OR); Pieces of Me: Reloaded, a cura di Davide Mariani, Mus’A – Pinacoteca al Canopoleno, Sassari 2013 Adesione, Opera Collettiva, Banca di Sassari; All Around, a cura di Davide Mariani, Mud’A, Aglientu; My Myself and I, a cura di Sonia Borsato, Marche Centro d’Arte, San Benedetto del Tronto; INSTABILE, a cura di Davide Mariani, Piscinacomunale, Milano; KEEP UP THW GOOD WORK, a cura di Marco Peri, Trigu, Cagliari, VERSUS #2, Galleria Capitol, Cagliari; GEOGRAFIE DELLA MEMORIA, a cura di Laura Cherchi, Cittadella dei Musei, Cagliari. 2012 SAVAGE HUMANS, a cura di Davide Mariani, LEM, Sassari; ANY PROBLEMS?, a cura di Davide Mariani, LEM, Sassari; FUOCO, a cura di Giannella Demuro, Time in Jazz, Berchidda (SS); 2011 SWEET SHEET, a cura di Federico Lupo, Zelle Arte Contemporanea, Palermo; Lo stato dell’arte, a cura di Vittorio Sgarbi, 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Accademie, Venezia; GENERAZIONI GLOCAL, a cura di Sonia Borsato, EXMA’, Cagliari. 2010 A BETTER TOMORROW, a cura di Stefania Miscetti, Studio S. Miscetti, Roma; TESSERE, a cura di Leonardo Boscani e Pastorello, LEM, Sassari; 2008 ZEBRA CROSSING, a cura di Giuliana Altea e Pinuccia Marras, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sassari. 2006 NERVE, a cura di Mario De Candia e Patrizia Ferri, Hyunnart studio, Roma; IL GIOCO E’ FATTO, a cura di Achille Bonito Oliva, Villa Rufolo, Ravello. 2006 WORTER E BESISTZ, a cura di Mario De Candia, Studio Stefania Miscetti,Roma .



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