MOSTRE IN CORSO

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COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI SAMUGHEO

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 presentano

 

TESSINGIU

47° Mostra dell’Artigianato Sardo

dal 02 agosto al 07 settembre 2014

Inaugurazione sabato 02 agosto ore 19:00

Ore 18:00 presentazione catalogo “Bragas e Chintas”

Sala Convegni

  Museo MURATS

  SI RINNOVA L’APPUNTAMENTO ANNUALE CON TESSINGIU, LA MOSTRA DELL’ARTIGIANATO SARDO ARRIVATO ALLA SUA 47° EDIZIONE CON UNA VETRINA CHE UNISCE IL MUSEO MURATS E IL CENTRO DEL PAESE IN CUI SONO PRESENTI QUATTRO PUNTI ESPOSITIVI.

 Serata densa di eventi quella del 2 agosto a Samugheo con l’inaugurazione Mostra Regionale dell’Artigianato, giunta alla sua 47^ edizione, che  verrà inaugurata alle 19,00 dal sindaco di Samugheo Antonello Demelas e presentata dal direttore del Museo Regionale dell’Arte Tessile Baingio Cuccu.

Nella stessa serata, alle 18:00, ci sarà la presentazione del catalogo “Bragas e Chintas” volume edito dalla Pro Loco con la partecipazione del Comune di Samugheo e il contributo della Fondazione Banco di Sardegna. Un’opera inedita, di fedele ricostruzione del vestiario di Samugheo nei suoi innumerevoli usi e fogge, alla quale, per lungo tempo, ha lavorato un gruppo di giovani soci della Pro Loco che ha raccolto l’interessante materiale documentale sino alla composizione anche grafica del lavoro.

A firmare il volume, che avrà una larga distribuzione ad iniziare dalle famiglie di Samugheo, Gianni Luigi Cau presidente della Pro Loco, Francesco Urru responsabile del Gruppo Folk e il ricercatore Gianmario Demartis. La presentazione del lavoro si svolge nell’ambito dei festeggiamenti per il 60° anniversario della fondazione  della Pro Loco.

 Per quanto riguarda la mostra visitabile al Museo MURATS, ci sono diversi allestimenti. Una parte espositiva riguarda pezzi realizzati da artigiani di Samugheo che hanno eseguito i progetti che lo scorso anno sono risultati vincitori del Concorso di Idee Annodarte, avente come finalità quella di promuovere la produzione di tessuti secondo le tecniche tradizionali samughesi, attraverso la raccolta di proposte che possano facilitare l’avvicinamento del mercato moderno all’artigianato tipico. Un concorso di idee riuscito con designer e architetti che vi hanno partecipato in gran numero. Saranno inoltre esposte tavole esplicative dei progetti entrati in graduatoria sino al 16 posto, numero individuato come necessario per la realizzare una collezione in trance diverse nell’arco del tempo che intercorre con le prossime edizioni della Mostra in modo da offrire un’alternativa al tappeto tradizionale con una serie di lavori e prodotti innovativi con disegni e colori nuovi e moderni. Spazio all’innovazione e alla creatività quindi mentre la Sala centrale sarà occupata da una Mostra all’interno della quale saranno esposti una serie tra i più pregiati pezzi dell’artigianato sardo che comprenderà manufatti e oggetti che possano esprime e dare l’idea del valore e qualità  raggiunta dagli artigiani.

L’organizzazione precisa che la vendita dei manufatti è prevista con le modalità di sempre attraverso una serie di punti espositivi presenti nel centro del paese dove il visitatore avrà la possibilità di effettuare acquisti, di visitare i laboratori tessili ed assistere alle fasi della creazione dei manufatti. Le vari sedi espositive saranno collegate da un filo ideale che parte dal MURATS ed è stato realizzato dall’artista Vincenzo Pattusi con un intervento artistico urbano dal titolo “Shake snake” con la funzione di guidare i visitatori nei punti nevralgici dell’intera rassegna.

Gli eventi paralleli saranno animati da Vincenzo Grosso, artista sardo che sta riscontrando successo a Berlino, l’altro è Silvio Betterelli, designer sardo che da anni lavora a Milano nel campo dell’alta moda. In questa occasione per il Museo si tratta di realizzare una residenza dell’artista, attraverso un’ esperienza creativa basata sull’ospitalità e l’accoglienza, con la finalità di favorire lo sviluppo di processi creativi e di sostenere il lavoro di ricerca degli stessi. La residenza artistica deve favorire lo scambio e la possibilità per il pubblico e la comunità di interagire direttamente con l’arte e i suoi fautori, seguirli nel loro percorso di ricerca attraverso appositi incontri organizzati nel periodo della residenza.

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COMUNICATO STAMPA

Comune di Samugheo

e

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 presentano

 FACE OFF

Luoghi Personali

Gavino Ganau/Giovanni Sanna

 dal 24 maggio al 15 giugno 2014

 

Inaugurazione sabato 24 maggio ore 18:30

Museo MURATS

 

 PROSEGUE IL PROGETTO FACE OFF, LA RASSEGNA DI ARTE CONTEMPORANEA ALLESTITA NELLA PRIMA SALA DEL MUSEO CHE VEDE DUE ARTISTI DELLE DIVERSE DISCIPLINE CONFRONTARSI CON UN DETERMINATO ARGOMENTO. IL TEMA AFFRONTATO DALLA MOSTRA LUOGHI PERSONALI, DI GAVINO GANAU E GIOVANNI SANNA, È LA COMPLESSITÀ DELLE VISIONI QUOTIDIANE.

 Il Comune di Samugheo e il Museo MURATS, presentano il secondo appuntamento della rassegna FACE OFF con la mostra Luoghi Personali di Gavino Ganau e Giovanni Sanna che analizzeranno la tematica delle immagini e i luoghi della quotidianità nella società contemporanea. Le opere esposte sono quasi tutte inedite e realizzate per l’occasione.

La mostra verrà inaugurata sabato 24 maggio alle ore 18:30, presso la sala convegni del Museo MURATS, e occuperà la prima sala del Museo. Nella sala grande si potrà visitare la mostra ZENIA, esposizione realizzata per Sa die e sa Sardigna che dialoga con gli antichi manufatti tessili della collezione del Museo. Mentre al primo piano sarà visibile l’esposizione permanente della collezione tessile del Museo con i pregiati manufatti del tessile provenienti da tutta la Regione Sardegna.

Per il Direttore del Museo Baingio Cuccu e il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas questo evento rappresenta il proseguimento di un percorso che vuole aprire il MURATS a progetti di arte contemporanea che analizzano alcuni aspetti della nostra società. Questo perché il Museo, oltre che custodire e testimoniare la grande tradizione tessile della nostra Isola e organizzare eventi riguardanti il settore del tessile, può e deve, in quanto luogo di cultura, avvicinare i visitatori alle dinamiche dei giorni nostri proponendo, attraverso gli artisti sardi, un’altra visione sulla nostra società. 

La mostra vuole analizzare il valore insito nelle immagini quotidiane e vuole combinare il processo visionario dell’arte contemporanea con l’apparente banalità e prevedibilità delle immagini che siamo abituati a vedere tutti i giorni. Il titolo, “Luoghi personali”, riprende e ribalta la frase “luoghi comuni” perché ciò che potrebbe sembrare scontato e ovvio è allo steso tempo carico di significati individuali, un oggetto o uno spazio pur mantenendo dei caratteri oggettivi è allo stesso tempo personalizzabile. I lavori in mostra cercano di comunicare questo concetto con immagini che, estrapolate dal contesto quotidiano, si trasformano in veicoli di nuove informazioni, si convertono da luoghi comuni in qualcosa di più intimo.

 Questa visionarietà scaturisce, piuttosto che dal fantastico, da un’ immersione totale nella realtà quotidiana, ed è raffigurata con evidenza straniante da oggetti, paesaggi, figure, gesti anonimi e minimi. In sintesi una banalità che diventa un miracolo se vista nel modo giusto e la cosa più insignificante si tinge di un significato se vista da un’altra prospettiva: quello dell’analisi evidenziata dal processo artistico.

Infatti è attraverso la meraviglia del quotidiano (solitamente attraverso un processo inconscio) che noi comprendiamo il mondo che ci circonda, ma è guardando con maggiore attenzione questa meraviglia che essa ci rivela tutto quello che noi siamo, ci mostra le sovrapposizioni del tempo e delle idee. La vista di un oggetto o panorama qualunque, o anche una serie di oggetti che quotidianamente indossiamo o utilizziamo si trasformano, in una visione che unisce idealmente il trascorre del tempo e lo pone in una dimensione sincronica dove passato e presente sono visibili simultaneamente.  

Gavino Ganau nasce a Tempio Pausania nel 1966. Ha iniziato a lavorare e a interessarsi di arte contemporanea durante gli studi universitari. La sua pittura neofigurativa, in bianco e nero, dal forte impatto visivo, è stata alimentata attraverso il confronto con i linguaggi massmediali e le icone popolari della contemporaneità.  Il suo lavoro si è rivolto in misura crescente verso la ricerca di contenuti profondi, inconsci arcaici della condizione umana. Nelle opere più recenti si concentra su differenti filoni tematici che si condensano in composizioni più o meno complesse dove, attraverso l’uso di immagini di tipo filmico e fotografico, realizza un unicum dalla forte valenza poetica. È apparso più volte nella rivista ARTE Mondadori che, nell’ottobre 2004, gli ha dedicato un articolo monografico. Lavora e vive a Sassari.

Giovanni Sanna nasce a Sassari nel 1977, dove si diploma presso l’Istituto d’Arte “Filippo Figari” e successivamente all’Accademia di Belle Arti. Dal 2004 al 2011 insegna discipline grafiche presso l’Istituto d’Arte di Alghero e il Liceo Artistico di Tempio Pausania e Olbia. Attualmente è docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari.

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COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI SAMUGHEO

 MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 e

 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA

REGIONE AUTÒNOMA DE SARDIGNA

 presentano

 ZENÌA

 dal 27 aprile al 01 giugno 2014

 

Inaugurazione domenica 27 aprile ore 18:00

Museo MURATS

 

AL MUSEO MURATS SI CELEBRA SA DIE DE SA SARDIGNA CON L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA ZENÌA, PROGETTO IN CUI OTTO ARTISTI SI CONFRONTANO CON LE FIGURE DI ALCUNI TRA I PRINCIPALI PERSONAGGI CHE HANNO INFLUENZATO LA STORIA E LA CULTURA SARDA.

 Il Comune di Samugheo e il Museo MURATS, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, presentano ZENÌA una mostra di arte contemporanea che dialogherà con i preziosi tessuti della collezione tessile del Museo MURATS. Il progetto è composto unicamente da opere inedite ed è stato realizzato appositamente per la ricorrenza de Sa Die de sa Sardigna del 2014.

La mostra verrà inaugurate domenica 27 aprile alle ore 18:00, presso il Museo MURATS e occuperà la sala grande del primo piano. Mentre in tutto il primo piano del Museo sarà visitabile la collezione tessile con l’esposizione permanente dei più pregiati manufatti del tessile sardo. Nello steso giorno dell’inaugurazione, a partire dalle 18:30, si terrà un incontro sulla lingua sarda dal titolo Musica e illustrazione nella cultura sarda. I saperi non verbali a confronto con la lingua in cui interverranno l’etnomusicologo Fabio Calzia e l’illustratore Manuelle Mureddu che parleranno dell’utilizzo della lingua sarda nei campi della musica e dell’illustrazione, nonché  sulle ipotesi per colmare il vuoto tra lingua, strumento egemone, e tutte le forme “cadette” di comunicazione non verbale. Mentre l’intervento di Massimiliano Rosa analizzerà il tema delle varianti linguistiche del Sardo di Samugheo e del Mandrolisai.

 Il progetto ZENÌA coinvolge otto artisti sardi che si sono confrontati con la descrizione e interpretazione, ognuno con la propria tecnica e stile, di figure storiche che hanno dato visibilità alla storia e alla cultura della Sardegna. Per ogni personaggio è stata realizzata una rappresentazione che cerca di coglierne aspetti trasversali ed intimi in modo da restituire una lettura alle volte indiretta rispetto a quella canonica, ritratto poi completato grazie ad una biografia bilingue in sardo e italiano. La selezione dei personaggi è stata eseguita tenendo conto dell’importanza che questi hanno avuto in generale per la storia della Sardegna.

Con la mostra anche il tema della lingua assumerà importanza attraverso un’esposizione che, con l’utilizzo combinato della lingua sarda e l’arte, racconta i saperi accumulati in secoli di storia, in una prospettiva che spieghi l’unicità della cultura dell’isola e del suo paesaggio culturale. Unicità da intendersi come frutto di tante influenze e connessioni che si innestano su un sostrato che è cresciuto e arricchito con il passare del tempo.

 Infatti, Sa die de sa Sardigna, è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti “Vespri Sardi”, cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano, titolare del Regno di Sardegna, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola. Ma questa data è presa anche come simbolo della lotta di liberazione e di rivendicazione identitaria, a partire dalle prime lotte documentate di Amsicora e Iosto nell’azione di resistenza antiromana durante la seconda guerra punica. Ma questa data, oltre a ricordare le battaglie “fisiche e sul campo” combattute contro gli oppressori ha anche la valenza di ricordare la storia e la tradizione di un popolo che si è sempre sentito culturalmente indipendente anche attraverso personaggi che hanno portato il sentimento di appartenenza attraverso il loro lavoro intellettuale. Oltre ai personaggi storici, come i già citati Amsicora e Iosto, Barisone I d’Arborea, Eleonora d’Arborea, Leonardo Alagon e naturalmente Giovanni Maria Angioy, il giudice della reale Udienza a Cagliari che guidò il movimento antifeudale sino alla sconfitta del 1796, ci furono personalità che si distinsero nel mondo intellettuale per il tentativo di elevare e nobilitare la lingua sarda, come il poeta Gerolamo Araolla che cercò di creare un sardo letterario scrivendo numerose opere in sardo, castigliano e italiano.  Ma la Sardegna ha dato i natali anche a grandi letterati di livello nazionale e internazionale che hanno dato lustro alla nostra isola, quali Giuseppe Manno autore di una fondamentale Storia della Sardegna, il premio Nobel Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Emilio Lussu, che oltre a combattere con la Brigata Sassari fu tra i fondatori del Partito Sardo d’Azione, Giuseppe Dessì, Salvatore Satta, Remundu Piras e naturalmente Antonio Gramsci.

 Nella stessa giornata dell’inaugurazione verrà organizzato l’incontro, dal titolo Musica e illustrazione nella cultura sarda. I saperi non verbali a confronto con la lingua, con l’etnomusicologo Fabio Calzia e l’illustratore Emmanuele Mureddu che indagheranno e metteranno a confronto sa Limba e i saperi non verbali ma anche grande vuoto tra il concetto (legislativo) di cultura e quello di lingua sarda. La lingua infatti è uno degli strumenti privilegiati per la descrizione del mondo e la conservazione dei saperi ed è stato per millenni il sistema di trasmissione per eccellenza. Ma un sistema culturale complesso come quello sardo non è costituito esclusivamente da saperi verbali, ma anche di gesti, sapori e sensazioni che sfociano in manufatti, edifici, musiche e maniere di stare insieme. Fabio Calzia e Manuelle Mureddu analizzeranno alcune ipotesi su come colmare il vuoto tra la lingua, strumento egemone e tutte le forme “cadette” di comunicazione non verbale. Mentre Massimiliano Rosa presenterà una discussione aperta sul Sardo Samughese inserito nella variante Arborense in correlazione con l’area linguistica del Mandrolisai-Barbagia di Belvì e col Barigadu.

 Artisti presenti in mostra: Nicola Caredda, Gianni Casagrande, Gianluca Gelsomino, Narcisa Monni, Manuelle Mureddu, Gianni Nieddu, Vincenzo Pattusi, Giovanni Sanna.

 Personalità sarde rappresentate nel progetto: Amsicora e Iosto, Barisone I d’Arborea, Barisone II d’Arborea, Eleonora d’Arborea, Leonardo Alagon, Giovanni Maria Angioy, Gerolamo Araolla, Giuseppe Manno, Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Emilio Lussu, Giuseppe Dessì, Salvatore Satta, Antonio Gramsci, Remundu Piras.

 

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COMUNICATO STAMPA

Comune di Samugheo

e

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 

presentano

  ITINERARI DELLA PASSIONE

Liliana Cano

dal 22 marzo al 21 aprile 2014

 

Inaugurazione sabato 22 marzo ore 11:00

Museo MURATS

IN MOSTRA AL MUSEO MURATS LA GRANDE ARTISTA SASSARESE CON UNA SERIE DI LAVORI SULLA VITA DI CRISTO: 23 GRANDI ACRILICI SU TAVOLE CHE RAFFIGURANO I MOMENTI CRUCIALI DELLA PASSIONE E I PERSONAGGI CHE IN VARI MODI SONO I TESTIMONI DELLA SUA VITA.

Il Comune di Samugheo e il Museo MURATS presentano la mostra ITINERARI DELLA PASSIONE della pittrice Liliana Cano. La mostra verrà presentata in occasione delle celebrazioni della Quaresima e della Pasqua con l’esposizione di una serie di lavori inediti, espressione di un impegno coinvolgente, che sempre caratterizza l’opera artistica di Liliana Cano. Tutte le opere sono state concepite e realizzateper il Convento San Francesco di Ittiri, luogo in cui verranno collocate in modo permanente dopo la mostra. Questo appuntamento, organizzato con la collaborazione della Biblioteca Francescana San Pietro in Silki dell’Antico Convento di Ittiri, sarà quindi un’occasione unica per vederle prima della definitiva sistemazione.

L’evento sarà inaugurato sabato 22 marzo alle ore 11:00, presso il Museo MURATS, e sarà allestita al piano terra. Allo stesso tempo si potrà visitare la collezione del Museo con l’esposizione di pregiati manufatti tessili della Sardegna sia al piano terra che al primo piano del Museo. Dopo i saluti del sindaco interverranno l’Arcivescovo di Oristano S. E. Mons. Ignazio Sanna, il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari Prof. Attilio Mastino, Prof. Aldo Sari Docente di Storia dell’arte medioevale e moderna, Prof. Padre Francesco Sechi, l’artista Liliana Cano e  Don Alessandro Floris parroco di Samugheo.

Il titolo della mostra, ITINERARI DELLA PASSIONE, vuole mettere in evidenza un passaggio molto importante della liturgia cristiana che sottolinea l’importanza dell’azione con cui il Cristo si pone al servizio dell’uomo quando si offre al Padre in sacrificio sulla Croce, portando sulla Croce ogni peccato e sperimentando sul suo corpo tutte le conseguenze del male nella Storia.

L’Itinerario della Passione, propostoci da Liliana Cano nelle sette grandi Tavole, si ispira alla esperienza mistica di S. Brigida tramandataci nella formula delle sette preghiere. Mentre altre sedici Tavole rappresentano coloro che sono stati testimoni della Passione, Morte e Resurrezione del Cristo. Coloro che, se pur lo hanno rinnegato ed abbandonato nello scandalo della Passione, ne hanno accolto il messaggio di salvezza annunciandolo a tutte le genti, e col loro martirio ne hanno testimoniato l’efficacia.

 Con queste tavole si vuole sottolineare il sacrificio attraverso un’attenta raffigurazione del corpo di Cristo, che poi è il tramite attraverso cui il figlio di Dio si è messo in relazione con gli uomini. Infatti i lavori in mostra, attraverso l’intenso linguaggio figurativo, descrivono i momenti più drammatici della Passione dove la compostezza e il dolore fisico prefigurano la conoscenza della verità unendo in un’unica immagine, forma materiale e realtà spirituale. Lavori che, oltre ricordare la Pasqua come momento cruciale della Cristianità, vogliono evidenziare e mettere il visitatore di fronte all’uomo e al corpo del Salvatore inteso anche nella sua fisicità. Le opere di Liliano Cano testimoniano infatti alcuni momenti essenziali della vita di Cristo, dalle scene tratte dall’Itinerario di Santa Brigida fino alla rappresentazione di quelli che possono essere definiti i testimoni della suo vita, tra apostoli, discepoli ed evangelisti. Opere che lo rappresentato bambino come nella Circoncisione fino alla raffigurazione del supplizio della Flagellazione, dell’Incoronazione di spine e della Crocefissione.

 Per il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas e il Direttore del MURATS Baingio Cuccu questa mostra, oltre che a celebrare una grande arista del nostro tempo come Liliano Cano, vuole evidenziare la vicinanza del Museo a quelli che sono sentiti come momenti cruciali della comunità, momenti che segnano il vivere comune della nostra cultura e che quindi meritano un’indagine attraverso l’occhio dell’arte contemporanea.

Liliana Cano nasce a Gorizia il 18 ottobre del 1924. Nel 1936 studia a Torino dove consegue la maturità artistica presso l’Accademia Albertina con Omegna e Valinotti, dove fu allieva di Casorati e Manzù. Inizia prestissimo a confrontarsi con successo in collettive e rassegne in tutta Italia. Dal 1946 è a Sassari in sodalizio con pittori e scultori dell’Isola nel campo della ricerca e della sperimentazione: da Costantino Spada a Stanis Dessy, a Libero Meledina, a Pietro Antonio Manca e a Ausonio Tanda. I campi di ricerca sono la figura e l’immagine; la Sardegna vista come prototipo; muralismi e altri materiali orizzontali e verticali. Liliana ha, ad oggi, allestito svariate personali tra Sassari, Cagliari, Olbia, Nuoro nonchè Roma, Avellino, Brescia, Firenze e partecipato a mostre collettive, tra le quali a Padova nel 1944, a Bologna nel 1948, a Sassari durante gli anni 60 e 70, a Desenzano (Brescia) nel 1973. Negli anni ’70 realizza il monumento alla donna e le sei pareti della chiesa di san Lussorio a Oliena. E il Murale di Bono dedicato a Giommaria Angioy e ai Moti Antifeudali a cui seguono Ozieri, Bultei, Irgoli, Oliena, e altri centri della Sardegna e, nel 1978, a Cagliari le viene conferito il prestigioso Premio Speciale per l’attività artistica da parte del Presidente della Repubblica. Negli anni ’80 esegue gli Amanti del Sole per l’Università di Tolone Sardegna, grande telero per la World Trade Center di Amsterdam. Si reca poi a Barcellona, di cui si innamora e dove si ferma a lavorare. Ma è in Francia che la vita artistica freme, e Liliana Cano vi si stabilisce, risiedendo per circa vent’anni tra Arles, Istres, Marsiglia, Parigi, Avignone, e Tolone, partecipando a mostre in tutta Europa: Marsiglia, Parigi, Cannes, Tolone, Monaco, Raastadt, Amsterdam, Barcellona, Sanpietroburgo.

 

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COMUNICATO STAMPA

Comune di Samugheo

e

MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 presentano il progetto

 

FACE OFF

TRUE LIES

Sergio Fronteddu/Vincenzo Pattusi

dal 18 gennaio al 02 marzo 2014

Inaugurazione sabato 18 gennaio ore 17:00

Museo MURATS

 

SERGIO FRONTEDDU E VINCENZO PATTUSI SARANNO I PRIMI DUE ARTISTI A ESPORRE PER IL PROGETTO FACE OFF CON LA MOSTRA DAL TITOLO TRUE LIES DOVE SI CONFRONTERANNO CON UN TEMA LEGATO AD UN IMPORTANTE AVVENIMENTO QUALE IL CARNEVALE. NELLO SPECIFICO ANALIZZERANNO, ATTRAVERSO LE LORO OPERE, IL CONCETTO DI MASCHERA E DISSIMULAZIONE.

 

Il Comune di Samugheo e il Museo MURATS, in linea con il programma di promozione delle attività museali e del territorio, presentano la mostra TRUE LIES che apre il progetto FACE OFF, rassegna che proseguirà per tutto il 2014. L’intento del progetto è quello di porre due artisti a confronto tra loro, ma anche con un determinato argomento, a volte legato ai più importanti eventi della comunità di Samugheo e a volte su tematiche più generali. Con la mostra TRUE LIES saranno esposte le opere di due artisti nuoresi, Sergio Fronteddu e Vincenzo Pattusi, i quali hanno creato una serie di lavori realizzando anche opere congiunte.

La mostra verrà inaugurata sabato 18 gennaio alle ore 17:00, presso il Museo MURATS, e occuperà la prima sala del Museo. Mentre nella altre due sale rimarranno visitabili la mostra fotografica Chiara Samugheo. La mia Sardegna e, al primo piano, la collezione tessile del Museo con l’esposizione di pregiati manufatti sardi del tessile.

La mostra TRUE LIES (ossimoro inglese che significa “autentiche bugie”) vuole essere un “omaggio” al carnevale inteso come momento dell’anno in cui, attraverso l’utilizzo delle maschere, si assumono identità differenti con l’intento di rappresentare qualcun altro o qualcos’altro. Con la mostra si vuole indagare il rapporto tra le persone e l’azione del mascherare, azione che permette il cambio di identità rendendo tutto più sfuggente e soggettivamente interpretabile. Le maschere, infatti, comunicano un messaggio attraverso ciò che appaiono ma allo steso tempo servono per occultare cose e significati che possono risultare più o meno evidenti. Questo gesto può essere volutamente riconoscibile creando allora, tra il soggetto mascherato e chi guarda, un gioco delle parti dove non tutto è ciò che appare, o per lo meno diventa qualcosa di incerto e sfuggente.

 Le opere di Sergio Fronteddu, realizzate con materiali quali sapone e colla, riproducono oggetti che tutti siamo abituati a vedere nella quotidianità ma in realtà sono qualcosa di differente, con la colla che ha la funzione di creare e opacizzare le immagini. I lavori di Vincenzo Pattusi giocano sull’ambiguità di volti a cui mancano caratteri fisiognomici o possiedono elementi estranei al volto umano rendendoli indecifrabili, enigmatici, dubbiosi ma nel contempo penetranti.

Per il Direttore del MURATS Baingio Cuccu e il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas questa mostra, che apre un progetto della durata di un anno, è un ulteriore passo verso un’apertura al vitalissimo ambiente culturale della Sardegna attraverso quelle contaminazioni positive tra arti, unioni tra abilità del passato e della tradizione con la vitalità e le visioni dell’arte contemporanea.

Sergio Fronteddu nasce a Nuoro, città dove tutt’ora risiede e lavora dopo gli anni sassaresi in cui ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Il suo percorso artistico si stabilizza sin dall’inizio su due paletti fondamentali: da un lato irriverenti interventi pubblici; dall’altro la passione della scultura, consolidata dagli studi accademici, che si esprime con l’attenzione verso materiali insoliti come il sapone, a cui dedica una lunga produzione tematicamente riferita all’alimentazione, e la colla nelle opere più recenti. Ha partecipato a numerose mostre e iniziative culturali.

Vincenzo Pattusi, in arte LUDO 1948, è nato a Nuoro nel 1978, dopo la laurea in Storia dell’Arte e un master in conservazione e restauro, entra in contatto con l’ambiente artistico nuorese muovendo i primi passi nella street art e portando avanti un discorso pittorico che dai muri fa ritorno alla tele in studio in un gioco continuo di rimandi e citazioni. Ha eseguito diverse commissioni pubbliche e partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora e Nuoro dove dal 2008 condivide con altri artisti il Seuna Lab, contenitore creativo per le sperimentazioni artistiche contemporanee.

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COMUNICATO STAMPA

Comune di Samugheo, MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda e Banca di Sassari
presentano

CHIARA SAMUGHEO
La mia Sardegna
Dal 30 novembre al 23 febbraio 2014

FAUSTO URRU In Limine Dal 30 novembre al 06 gennaio 2014

Inaugurazione sabato 30 novembre ore 19:00
Sala convegni Museo MURATS

CHIARA SAMUGHEO AL MUSEO MURATS. LA PRIMA DONNA IN ITALIA A DIVENTARE FOTOGRAFA PROFESSIONISTA ESPONE AL MURATS CON UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SUGLI ABITI TRADIZIONALI DELLA SARDEGNA

Il Comune di Samugheo, il Museo MURATS e la Banca di Sassari, in linea con il programma di promozione delle attività museali e del territorio, presentano per la prima volta in Sardegna una mostra di Chiara Samugheo composta da una serie di scatti sugli abiti tradizionali e il paesaggio sardo. La mostra sarà affiancata dal progetto fotografico di Fausto Urru, un lavoro work in progress che indaga il paesaggio sardo concentrandosi sulle zone di transizione.
Le due mostre, che verranno inaugurate sabato 30 novembre alle ore 19:00 presso la sala convegni del MURATS, occuperanno tutto il piano terra del Museo dove dialogheranno con abiti tradizionali di alcuni paesi e con una selezione di opere dei grandi maestri del ‘900 sardo (che riprendono la tematica del vestiario sardo) quali Ciusa Romagna, Floris, Ballero, Devoto, Tilocca etc, queste ultime opere potranno essere esposte grazie alla stretta collaborazione nata tra il Museo, la Banca di Sassari e alcuni collezionisti privati, Banca di Sassari che, oltre al prestito delle opere, ha contribuito anche economicamente alla realizzazione delle mostre. All’inaugurazione saranno presenti Chiara Samugheo, il Direttore del Museo MART Cristiana Collu e Paolo Porcu Direttore Generale della Banca di Sassari.
La mostra di Chiara Samugheo, dal titolo La mia Sardegna, rievoca il capolavoro La mia Africa della grande scrittrice Karen Blixen come omaggio alla bellezza della natura e cultura dei popoli in una visione poetica che li lega alle proprie tradizioni. Le fotografie presenti sono tratte dagli scatti del reportage realizzato nei primi anni ottanta in cui furono fotografate, in un lungo viaggio tra i vari centri dell’isola, persone con gli abiti tradizionali e dal quale venne realizzato il volume Costumi di Sardegna. Le immagini presenti in mostra sono una ricostruzione dei modi di vestire tradizionali, attraverso la reinterpretazione visiva della grande fotografa, di un territorio a cui è legata da un fortissimo sentimento che si rinnova col passare del tempo.
Fausto Urru, con il progetto In Limine, presenterà un progetto di 25 immagini in cui concentra lo sguardo sulle zone di transizione come quello della fine di un centro abitato e l’inizio della natura, dove esplorazione e nostalgia si fondono e confondono. Questa serie di scatti è da considerarsi come il primo capitolo di una serie che continuerà nei prossimi anni.
Per il Direttore del MURATS Baingio Cuccu [con queste mostre si vuole proseguire il percorso di trasformazione del Museo in un interprete dinamico che coinvolga le comunità e il territorio attraverso la realizzazione di mostre temporanee che possano soddisfare sia le aspettative di eventi culturali d’arte sia stimolare la curiosità delle persone che vedono il Museo come un luogo lontano dai propri interessi].
[Questa mostra è un evento importante per la comunità di Samugheo] prosegue il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas [visto il legame che unisce il Paese e Chiara Samugheo dato anche dal nome d’arte scelto dalla fotografa, ma è importante anche per l’intera regione perché la Samugheo qui ha realizzato numerosi progetti durante i suoi anni di attività, lavori che, affiancati al suo operare in ambito internazionale, danno lustro alla Sardegna].
Paolo Porcu, Direttore Generale della Banca di Sassari, sottolinea che la collaborazione con il Museo MURATS si colloca in modo naturale nel progetto Conosciamoci Meglio – Visioni Memorie e Storie di Sardegna, nato per accompagnare le eccellenze sarde impegnate nello sviluppo della cultura, dell’arte e dell’innovazione.
Chiara Samugheo, al secolo Chiara Paparella, è nata a Bari. Ancor giovanissima lascia la sua città natale per sfuggire ai ruoli tradizionali che la società le impone. Insofferente alle regole e alle costrizioni, nel 1953 giunge nel capoluogo lombardo dove si inserisce negli ambienti intellettuali milanesi nutriti dall’effervescenza, dall’umanità aperta alla conversazione intelligente. E così, la Samugheo, incontra giornalisti, artisti, scrittori del calibro di Enzo Biagi, Alberto Moravia, Pierpaolo Pasolini, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Oreste Del Buono, Dino Buzzati, Renzo Renzi, tanto per citarne alcuni. Giorgio Strehler, che allora comincia la sua avventura del ‘Piccolo Teatro’, la invita a frequentare i corsi di recitazione e mimo, ma lei alla professione di attrice preferisce la macchina fotografica. E’ di questo periodo l’incontro con Pasquale Prunas che diventerà in seguito suo compagno di vita. Il fine intellettuale, grafico, illustratore ed editore, fondatore della rivista ‘SUD’ (Edita a Napoli dal 1945 al 1947 che ebbe, tra gli altri collaboratori come: Luigi Compagnone, Giuseppe Patroni Griffi, Raffaele La Capria, Ennio Mastrostefano, Anna Maria Ortese, Vasco Pratolini, Francesco Rosi e Rocco Scotellaro) la coinvolge nell’idea di una nuova rivista fotografica, LE ORE, sullo stile del ‘PARIS Match’. Desideravano realizzare una testata giornalistica a larga diffusione che si ponesse come mediatrice tra la stampa colta e quella frivola. Sempre a Milano incontra FEDERICO PATELLANI (Fondatore dell’agenzia fotografica PAT PHOTO PICTURES), il quale intuisce subito il suo valore di fotogiornalista, ma Chiara preferisce seguire il suo istinto e bisogno di sentirsi libera. Nell’idea che gli scatti fotografici siano un mezzo narrativo immediato e quindi una possibilità per fare denuncia (..un mezzo per contribuire a migliorare la società) si impegna a realizzare reportage che documentano la realtà. Comincia a lavorare per Guido Aristarco condividendone l’idea di fotografia come strumento per sgretolare il muro che separa i giovani da un mondo migliore. E’ del 1954 il servizio fotografico sulle tarantolate di Galatina (Lecce), pubblicato sulla rivista “CINEMA NUOVO” con testo di Emilio Tadini (Le invasate, fotodocumentario su Cinema Nuovo, anno IV, n° 50-10 Gennaio 1955), al quale fanno seguito servizi sulle baraccopoli napoletane con scritti di Domenico Rea (I Bambini di Napoli, fotodocumentario su Cinema Nuovo- Anno IV n° 63 del 25 Luglio 1955) e le Zingare in carcere (fotodocumentario su Cinema Nuovo con brani di Michele Prisco). Il direttore di ‘Cinema Nuovo’ la invia a Venezia per investigare sui costi della biennale del cinema ed è in quell’occasione che ritrae le star. La sua foto che immortala ‘Maria Schell’ finisce in copertina e la rivista vende tutte le copie. Chiara Samugheo non scatta all’insaputa del soggetto, piuttosto lo coinvolge in un gioco divertente che lo apre spontaneamente di fronte all’obiettivo; cosicché, usando il meno possibile le luci artificiali, lontano dal set, instaura un rapporto privilegiato con le dive, riuscendo a realizzare semplici scatti di straordinaria bellezza. Col suo modo apparentemente “Istintivo” di fotografare, riesce ad accogliere le migliori istanze dei suoi personaggi (Turroni) e a catturare le luci più vere consegnandoli con immediatezza alla collettività, come soggetti (non oggetti) e in tutto il loro umano splendore. Forse è questo modo di fotoraccontare che porta Henri Cartier Bresson a bussare alla sua porta per complimentarsi con lei!. Quella foto scattata a Venezia è solo l’inizio delle molteplici collaborazioni con le più grandi testate nazionali ed estere: Settimo giorno, Europeo, Oggi, Espresso, Epoca, Tempo, Pravda, Bolero film, Cine, Panorama, Stern, Paris Match, Esquire, Mc Calls, Vie Nuove, Le ore, Quick, Costanze, Radio Corriere, Sorrisi e Canzoni TV, Grazia, Sogno, ect.
Quando la fotografa a fine anni cinquanta si trasferisce a Roma, sono tante le stelle nascenti del cinema a cercarla perchè hanno bisogno di visibilità, perciò la Samugheo, con il suo occhio fantasioso e l’uso sapiente della macchina fotografica immortala i big dello spettacolo regalandoci incantevoli scatti, a volte ironici e divertenti, come i ritratti di alcuni vip che si sono prestati a dare il loro volto a personaggi dei fumetti (Esempio Patty Pravo interpreta Valentina di Crepax). Copertine raffinate e servizi fotografici di attrici ( come: Monica Vitti, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Patty Pravo, Valentina Cortese, Sophia Loren, Silvana Mangano, Ursula Andress, Barbara Bouchet, Virna Lisi, Catherine Spaak, Tina Aumont, Mariangela Melato, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Ornella Vanoni, Rita Hayworth, Brigitte Bardot e altre ancora e di attori (come: Yul Brynner, Ugo Tognazzi, Dario Fo, Marcello Mastroianni, Gian Maria Volontè, Alberto Sordi, Vittorio Gassman e altri ancora). Senza dimenticare registi come Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Sergio Leone, Marco Ferreri che le fanno guadagnare l’appellativo di fotografa delle Stelle. Chiara Samugheo con la sua voglia di scoprire e valorizzare il bello e il contraddittorio, frutto di lavori che l’hanno portata in giro per il mondo (dall’Europa alle Americhe, Dall’Asia all’Africa), conserva un archivio immenso, testimonianza di paesaggi, personaggi, ambienti, costumi, tradizioni, modi di vivere di notevole valore storico/antropologico, sui quali è utile soffermarsi per cogliere l’intima magia, quella che si raccoglie in ogni cosa e permette di comprendere se stessi e quel che ci circonda. Cenni biografici a cura di Piero Fabris con la supervisione di Daniela e Germana Ciriello
Fausto Urru nasce nel 1983 a Oristano. Vive sino ai tredici anni a Cuglieri, poi a Samugheo. Maturità scientifica a Oristano. Dopo la Laurea triennale in Relazioni internazionali alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e la Specialistica in Cooperazione internazionale alla Facoltà dei Beni culturali di Bologna, sede di Ravenna, si iscrive all’École Supérieure des Arts de l’Image di Bruxelles, dove si laurea in Fotografia nel 2009. Parallelamente ai suoi studi, inizia una vasta interrogazione fotografica, tutt’ora in corso, sul rapporto tra gli individui e le differenti tipologie di spazio (intimo, urbano, extra-urbano), vissuto o attraversato, che alimenta più cicli fotografici: Chez-soi, Cité Modèle, Eterotopie, Silenzi urbani e, da ultimo, In limine. Dal 2010 si trasferisce a Parigi, dove attualmente vive.

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COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI SAMUGHEO
e
MURATS

Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

Presentano

SAMUGHEO CAPITALE DELL’ARTIGIANATO IN SARDEGNA
TESSINGIU
Mostra dell’artigianato Sardo
Dal 20 luglio all’8 settembre

Inaugurazione mostra sabato 20 luglio ore 19:00
Sala convegni Museo MURATS

Premiazione dei vincitori del concorso di idee “Annodarte”
sabato 20 luglio ore 18:00 
Sala convegni Museo MURATS

Per tutta l’estate Samugheo con la mostra Tessingiu sarà la capitale dell’artigianato sardo. L’appuntamento giunto alla 46 esima edizione, è organizzato dal Comune, verrà inaugurato sabato 20 luglio alle ore 19:00 presso la sala convegni del Museo MURATS e si concluderà l’ 8 settembre.
Si tratta di un vero e proprio evento, che ogni anno richiama l’attenzione di appassionati e visitatori attratti dalle opere degli artigiani provenienti da tutta l’isola.
Saranno presenti complessivamente 50 artigiani. Nella patria del tappeto la parte del leone è fatta dagli artigiani di questo prodotto, sempre più importante dell’artigianato sardo e del tessuto. Venti gli artigiani presenti di questo settore con tappeti e tessuti provenienti da tutti i grandi centri ancora produttori.
Un’altra nutrita rappresentanza è quella dei 9 ceramisti che utilizzano tecniche e realizzano lavori molto differenti tra loro, artigiani che realizzano abbigliamento e prototipi di accessori, altre rappresentanze più o meno folte sono date dai cestini di Bonarcado, ramai di Isili, artigiani del legno che realizzano cassapanche classiche ma anche oggetti moderni. Ci sono anche maestri della pelletteria, del vetro e della grande tradizione coltellinaia sarda. Di alcuni artigiani sono previsti solo pezzi espositivi in quanto sono prototipi realizzati per la mostra.

La mostra TESSINGIU verrà allestita al MURATS come sede centrale e in altri punti espositivi nel centro del paese. Prima dell’inaugurazione, sempre al Museo, alle ore 18:00 verranno presentati anche i progetti vincitori del concorso di idee “Annodarte” realizzato per la promozione e il rilancio dell’artigianato tessile Samughese. Saranno presenti i vincitori: Paulina Herrera Letelier, Anna Menti (capogruppo), Sergio Sergi, Michele Marrocu , Caterina Quartana.

<La formula utilizzata quest’anno>, spiega il Direttore del Murats Baingio Cuccu, <è quella della mostra diffusa, le sedi saranno tre, il Museo MURATS dove sarà presente un’allestimento con i pezzi più pregiati e di maggiori importanza, Casa Serra e Casa Frongia con ulteriori allestimenti siti nel centro di Samugheo. Durante tutta la durata della mostra saranno previsti inoltre una serie di eventi collaterali: una mostra fotografica, interventi artistici nel tessuto urbano, presentazioni di libri, video, convegni e laboratori per bambini e adulti>. La mostra Tessingiu proietta Samugheo al centro di un’attività culturale, economica e artistica di grande spessore.
<Per la comunità continua ad essere un appuntamento di grande rilevanza e spessore>, ha detto il Sindaco di Samugheo Antonello Demelas, <quest’anno l’impegno è cresciuto in quantità e qualità. Il nostro sforzo è andato nella direzione di allargare l’offerta ai visitatori coinvolgendo artigiani in rappresentanza di tutti i settori provenienti da tutte le zone dell’isola: oristanese, cagliaritano, sassarese, gallura e ogliastra. Uno spaccato davvero rappresentativo ed esaustivo per realizzare una mostra che abbia carattere regionale capace di dare maggiore attenzione al territorio e alle sue indiscusse risorse e potenzialità>. 
Per quanto riguarda gli eventi paralleli al Museo, oltre la mostra dell’artigianato, sarà ospitata la mostra fotografica di Pietro Basoccu “Tempo sospeso” e il progetto “Hòro” con l’esposizione dei dolci artistici di Anna Gardu mentre le vie del paese saranno teatro degli interventi urbani degli artisti Vincenzo Pattusi, Stefano Marongiu e Pasquale Bassu del gruppo “Seuna Lab” di Nuoro e Margherita Atzori di Cagliari.

LE FOTO DELL’IDENTITA’ E I DOLCI A REGOLA D’ARTE
Pietro Basoccu è l’autore di una serie di trenta scatti dove la fotografia viene intesa come modalità di trasmissione dei saperi, dell’identità, della storia, della coscienza di un popolo antico. senza rigidi steccati. Nelle immagini la storia si mescola col racconto, il sogno con la festa, la vita con la morte, il lavoro con il gioco. Il titolo del progetto, “Tempo sospeso”, riproduce microstorie e frammenti di vita distinti separati da spazi bianchi simili a pause ritmiche che accompagnano il movimento della narrazione conferendo al racconto una modulazione musicale.
Anna Gardu, meglio conosciuta come l’artista dei dolci olianesi, crea opere uniche e inconfondibili tanto che sono state brevettate con il marchio “Hòro”. I dolci-gioiello sono ricamati con glassa e perline di zucchero, Meliheddas, Horièddos e altri dolci tipici, a base di mandorle e miele, interpretati dalla creatività dell’artista pasticcera, portavoce di un’antica passione di famiglia. L’esposizione sarà arricchita anche da un percorso sensoriale dove il visitatore potrà sperimentare attraverso i cinque sensi l’esperienza di venire strettamente a contatto con prodotti tipici sardi.

ARTISTI “INSIDE” SAMUGHEO
Vincenzo Pattusi, Stefano Marongiu e Pasquale Bassu del gruppo “Seuna Lab” di Nuoro, con il progetto CODE S 1043, e Margherita Atzori sono quattro artisti che compiranno degli interventi nel tessuto urbano di Samugheo. I primi eseguiranno anche una serie di workshop per bambini e ragazzi.
Vincenzo Pattusi nasce a Nuoro nel 1978, si laurea in Storia dell’Arte a Pisa dove inizia a dipingere da autodidatta. Al suo ritorno a Nuoro inizia a frequentare alcuni artisti nuoresi con cui condivide lo studio e inizia a fare Graffiti; questa forma d’arte sarà fondamentale per caratterizzare il suo stile; da questo momento opera sotto lo pseudonimo di Ludo 1948. Ha esposto al Museo MAN e ha partecipato a numerose mostre in Europa. Fa parte del collettivo “Seuna Lab” e di recente è si è classificato 1° per la pittura al Premio BABEL.
Stefano Marongiu nasce a Nuoro il 3 novembre 1977, dopo essersi diplomato all’istituto d’Arte di Nuoro, nel 2004 consegue il diploma di laurea presso l’ Accademia di belle Arti di Firenze nel corso di Decorazione. Il suo percorso artistico, come quello di molti artisti nuoresi della sua generazione, parte dalla strada. La cultura Hip Hop, infatti, ha trovato a Nuoro terreno fertile dove germogliare, soprattutto per la sua natura competitiva e le sue dinamiche di Gruppo. L’attività di Marongiu, che per alcuni anni ha avuto anche una controparte musicale, si è concentrata sulla terra. Una visione del globo che parte dalla pietrosa ed aspra Barbagia e va ad aprirsi alla realtà allargata. La sua opera è fatta di segnali da motore di ricerca e inquadramenti militareschi, sintomo di chi sente il pianeta sotto controllo, siano esse le telecamere a circuito chiuso o le continue scansioni del globo fatte dai satelliti o dai droni. Il risultato visivo è un paesaggio/mappa immaginario, vivace nei colori come un mimetismo a tinte forti, non necessariamente figlio della street art, ma comunque vicino a un linguaggio ibrido, stratificato, fatto di manualità ma anche di composizione di diversi supporti. Diverse le mostre personali e collettive, alcuni suoi lavori fanno parte di varie collezioni pubbliche e private. Attualmente vive e lavora a Nuoro e fa parte del collettivo “Seuna Lab”.
Pasquale Bassu nasce a Nuoro nel 1979, si avvicina al mondo dell’arte nel 2006, quando entra a far parte dello studio Nuorese “SeunaLab” che condivide con un gruppo di artisti. Il suo lavoro si basa sullo studio delle arti grafiche in particolar modo la tecnica dell’incisione (linoloeumgrafia) tramite la quale affronta le tematiche politiche e sociali del nostro tempo. Diverse le mostre personali e collettive alcuni suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche e private attualmente vive e lavora a Nuoro.
Margherita Atzori, laureata in Psicologia dello Sviluppo, approfondisce negli anni i propri studi svolgendo attività professionale presso il Consultorio Familiare di Monserrato (Cagliari) e, contemporaneamente, portando avanti un progetto di ricerca personale nell’ambito del sociale e dell’infanzia, finalizzato alla ricerca di ”strumenti non convenzionali” di terapia psicologica legati al mondo dell’Arte. Attratta dagli aspetti di coinvolgimento ed interazione sociale che costituiscono elemento caratteristico della Street Art, si avvicina così, nel corso degli ultimi anni, allo ”Yarn Bombing” (bombardamento di filati) ossia al movimento internazionale che colora le città vestendole con installazioni in lana o stoffa. L’artista, realizzando le proprie opere in uno spazio destinato alla collettività – attraverso il colore e la proposizione di soggetti legati al mondo dell’infanzia – vuole creare una frattura nel tessuto della città, definendo un nuovo concetto di riappropriazione degli spazi comuni e, indirettamente, denunciando l’ormai dilagante degrado urbano. In tal modo pali divelti, catenacci arrugginiti e rifiuti abbandonati acquistano un inaspettato aspetto gioioso e colorato destando stupore e, talvolta, sconcerto nel passante distratto. La piazza riacquista la sua funzione di ”luogo di incontro” e, nell’ottica dell’artista, si trasforma in un museo a cielo aperto nel quale condividere, più che esibire, il proprio lavoro.
Il 2 Agosto, alle ore 19:00 presso la corte di Casa Serra, verrà presentato il libro “Filo linea colore” con la presenza della curatrice Maria Angela Sanna e la nipote della grande artista Maria Sofia Pisu. A seguire verrà proiettato il documentario su Maria Lai “Ansia d’infinito” di Clarita di Giovanni. Il video che, senza biografismi né cronologismi, ricorda il filo azzurro con il quale l’artista ha legato il paese alla montagna, stringendo le case di Ulassai e i loro abitanti in stretti nodi, ricorda il rapporto di Maria Lai con Costantino Nivola, rispetta il suo bisogno di silenzio (senza il quale non può esserci arte, che per la Lai è il rapporto dell’uomo con l’infinito) lasciando che le parole siano solo le sue, solo quelle che desidera condividere. Del resto, che le opere di Maria Lai si raccontano da sole non è un modo di dire, data la forte suggestione narrativa che contengono e il filo che le tesse, strumento privilegiato del suo operare, è metafora esplicita di un dialogo cercato e ritenuto possibile. 
Durante tutto il periodo della mostra dell’artigianato verranno proposti altri eventi attinenti all’argomento. Il 3 agosto si terrà, alle ore 16:00 presso la sala convegni del Museo MURATS, il Convegno sull’importanza dell’abito tradizionale sardo organizzato in collaborazione con la Confartigianato di Oristano e il Gal Terre Shardana,. Per l’occasione verrà presentato il gioiello simbolo dell’abito di Samugheo la “ganciaria”, recuperato seguendo il disegno antico e riprodotto in pochissimi esemplari dall’orafo gavoese Nanni Rocca. Nel convegno verranno discussi alcuni argomenti che riguardano la promozione turistica e le possibilità dell’abito tradizionale sardo come elemento di attrattiva turistica, al convegno interverranno Antonello Demelas Sindaco di Samugheo, Marco Franceschi Segretario Confartigianato Imprese Oristano, Paolo Piquereddu Direttore generale dell’ISRE, e esperti del settore marketing. Sarà presente Luigi Crisponi Assessore Regionale all’Artigianato
Per tutto il periodo della mostra verranno organizzati una serie di laboratori a cura di Gianluca Mele e Lina Schintu del Dipartimento educativo del Museo MAN e Marta Pala.

Ufficio Stampa
Luca Urgu
lukaurgu@gmail.com
3384834839

 

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COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI SAMUGHEO

E

 MURATS

Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 Presentano

 

APRITI SESAMO

Tappeto e Arazzo di Sardegna

 

MURATS

Dal 07 marzo al 1 maggio

Inaugurazione 07 marzo ore 19:00

 

Museo Etnografico Sa Domo Manna

Dall’8 maggio al 28 giugno

Inaugurazione 08 maggio ore 19:00

 

 

AL MUSEO MURATS CON “APRITI SESAMO” SI SPALANCANO LE PORTE SUL MONDO DEL TAPPETO E DELL’ARAZZO SARDO. UN’ESPOSIZIONE CHE COINVOLGE LA PRODUZIONE CONTEMPORANEA DI BEN OTTO CENTRI DELL’ISOLA DOVE LA CULTURA DEL TAPPETO RESISTE E FA EXPORT. LA MOSTRA SI SNODA IN UN DOPPIO APPUNTAMENTO NELL’ASSE SAMUGHEO – VILLANOVA MONTELEONE

 

A Samugheo prima e a Villanova Monteleone dopo si spalancano le porte del fantastico mondo del tappeto e dell’arazzo sardo. La parola d’ordine è Apriti Sesamo, questo è infatti il titolo della mostra con la quale si prosegue la strada della ricerca e testimonianza della produzione che ancora persiste in Sardegna nel settore del tessile, questa volta nello specifico del tappeto e dell’arazzo.
L’appuntamento sarà inaugurato giovedì 7 marzo alle ore 19:00 presso il MURATS e sarà visitabile fino a mercoledì 1 maggio.
 La mostra sarà esposta in due sedi, la prima è quella del Museo MURATS di Samugheo mentre la seconda sarà al Museo Etnografico Sa Domo Manna di Villanova Monteleone, in collaborazione con la cooperativa ATI MONTE BARANTA A S’ANDIRA, dove sarà inaugurata l’8 maggio e terminerà il 28 giugno.
 
Gli artigiani coinvolti provengono da 8 paesi, Aggius, Bonorva, Dorgali, Isili, Mogoro, Nule, Samugheo, Villamassargia e rappresentano le offerte tessili ancora esistenti in Sardegna che coniugano produzione manuale e alta qualità.
 
<Il titolo della mostra, richiama alla memoria la famosa frase segreta, del racconto Alì Babà e i quaranta ladroni, che se pronunciata dava la possibilità di accedere a un tesoro di immenso valore, nel nostro caso la ricchezza è rappresentata dalla lunghissima tradizione nella produzione di questi due manufatti che hanno dato fama e popolarità all’artigianato sardo, ma che in questi ultimi anni sta pagando un prezzo altissimo a causa di una lunga crisi che ne sta insidiando il futuro>, dice Baingio Cuccu, direttore del MURATS di Samugheo.
<La frase del titolo, che ci riporta alla memoria il racconto di origine persiana, vuole ironizzare sul fatto che i manufatti persiani sono tra i più popolari nell’immaginario comune, con questo titolo ci si dovrebbe aspettare una mostra di tappeti orientali, invece quello in questione è il tesoro sardo che con la sua produzione raggiunge livelli similmente alti>.
 
Una ricchezza di inestimabile valore dal punto di vista culturale che denota un’elaborazione e un’attenzione alla particolarità esistenti in diverse comunità con colori, disegni, tecniche che vengono utilizzati con una grandissima varietà e che esprimono il raggiungimento di un’estrema abilità congiunta sempre a una qualità eccelsa.
 
La mostra, – per il Direttore del Museo – è stata realizzata con l’intento di fare una selezione, il più esaustiva possibile e coinvolgendo laboratori ancora regolarmente iscritti, di manufatti che sono prodotti in questo momento e quindi richiesti dal mercato, fatti salvi i due criteri citati in precedenza, cioè la realizzazione manuale e l’alta qualità.
 
<Con questa evento>, prosegue il sindaco di Samugheo Antonello Demelas, <il MURATS vuole continuare a mantenere alta l’attenzione verso un settore che rischia di essere compromesso da un declino che non accenna a diminuire, declino che bisogna assolutamente arrestare. La mostra diventa così una testimonianza dell’ abilità degli artigiani del tappeto e della bellezza di un prodotto che è stato fondamentale per la società e la cultura sarda nella sua economia e vita quotidiana>.
La collaborazione con il Museo di Villanova Monteleone vuole essere un primo passo per la realizzazione di rapporti con altre istituzioni, non solo isolane, per la divulgazione di eventi in diverse sedi, dando vita così un maggiore avvicinamento delle realtà museali al territorio.
 

 

Info:
MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda
Via Bologna sn  09086 Samugheo (OR)
Gestione Museo: “Cooperativa La Memoria Storica”
Email: museomurats@gmail.com
Sito web: http://murats.it/
Facebook: Murats Museo dell’Arte Tessile
Telefono e fax: 0783 631052
Museo Etnografico Sa Domo Manna
Via Papa Giovanni XXIII – Villanova Monteleoene (SS)
Email : domomanna@gmail.com
Sito web : www.domomanna.com
Facebook : Sa Domo Manna (museo etnografico)
Tel. 393 9666611 – 328 9226392 – 380 3171712

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COMUNICATO STAMPA

COMUNE DI SAMUGHEO

E

MURATS

Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

 

Presentano

 

InTessere

Arte Tessile Sarda

Dal 17 novembre al 16 dicembre

 Inaugurazione, sabato 17 novembre ore 19:00

 

 

IL MONDO DEL TAPPETO TRA IL BLASONE DELLA TRADIZIONE E I NUOVI SCENARI. A SAMUGHEO  UNA NUOVA MOSTRA INDAGA SULL’UNIVERSO IN FIERI DELL’ARTE TESSILE IN SARDEGNA
 
Tappeti e arazzi progettati da grandi artisti come Costantino Nivola e Eugenio Tavolara, ma anche da Maria Lai, Antonio Marras, Antonio Corriga, Jasper Morrison, Arp Studio, Michele De Lucchi, Edoardo Franceschini, Piero Lissoni, Mauro Manca, Eugenia Pinna, Aldo Rossi, Aligi Sassu, Ettore Sottsass, Patricia Urquiola e Piero Zedde.
 
Nomi autorevoli dell’arte, del design, dell’architettura e della moda che con il loro estro e la loro creatività hanno immaginato e dato forma e sostanza ad uno degli oggetti più importanti dell’artigianato sardo.
 
Saranno proprio le loro creazioni ad essere protagoniste della mostra “InTessere. Arte Tessile Sarda”, l’evento che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Samugheo, il MURATS Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, la Banca di Sassari, l’Armadillo, NEA, NAE.
 
L’esposizione verrà inaugurata sabato 17 novembre alle ore 19, (e sarà visitabile fino a domenica 16  icembre), occuperà tutto il piano terra del Museo e propone una serie di 25 tappeti e arazzi, realizzati a mano da artigiani di vari centri della Sardegna sui progetti ideati dai professionisti di caratura internazionale che con la loro opera hanno contribuito e contribuiscono ancora a far conoscere la grande ricchezza delle produzioni artistiche e artigianali della nostra isola.
 
I lavori provengono dalle collezioni della Banca di Sassari, dell’Armadillo, NEA e NAE. L’esposizione vuole mostrare queste collaborazioni, nate a partire dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri, e il titolo gioca sul multiplo significato della parola “InTessere”: visione di tappeti/opere come una serie di “tessere” accomunate da un unico principio produttivo/artistico tra artigiani e artisti, “InTessere” come azione riferita direttamente al lavoro di tessitura e “InTessere” come azione che dà avvio a relazioni tra settori da oltre mezzo secolo.
 
 
La mostra oltre a dare la possibilità ai visitatori di ammirare preziosi manufatti, per la prima volta riuniti in un unico luogo, ha come finalità quella di analizzare il problema dell’ opportunità di rinnovare i sistemi e motivi decorativi dell’artigianato tradizionale in Sardegna e al bisogno di aprirsi, in quanto appartenenti a una società tesa al mutamento. Questi lavori sono la testimonianza di come le varie espressioni artistiche possono, attraverso un lavoro mirato, creare nuove possibilità di evoluzione della tradizione sarda del tessuto.
 
Questa mostra, infatti, rivela il presupposto che esista in Sardegna un artigianato in grado di produrre ottimo materiale tessile adatto alla creazione di tappeti con tecnica tradizionale ma capace di adattarsi alle idee, molto libere ed eterogenee, di artisti dell’avanguardia più recente, nella quale il pubblico avrà la possibilità di confrontarsi sulla storia e la funzione del tappeto, sulle tematiche degli artisti e sulla dialettica tra cultura sarda e cultura moderna.
 
Nel primo piano del Museo, invece, sarà visibile un allestimento che metterà in evidenza l’esposizione di alcuni tra i più significativi manufatti della Collezione Permanente.
 
IL NUOVO CORSO DEL MURATS
Con questo progetto il MURATS inaugura l’inizio di una programmazione che rivela la volontà di continuare a essere custode della storia del tessuto sardo, attraverso l’esposizione della Collezione Permanente,
ma anche mostrarsi interprete dinamico nel testimoniare ciò che succede intorno a noi>, ha detto il sindaco di Samugheo Antonello Demelas. <Il Museo, infatti, è un luogo deputato a studiare sia i fenomeni storici della nostra società e territorio, sia quelli delle tradizioni popolari, che quelli delle loro trasformazioni. Per questo
motivo deve creare occasioni e celebrare manifestazioni dalle quali possano nascere stimoli, indirizzi e proposte tematiche utili all’analisi della nostra società e tradizione che non esclude anche la possibilità di un mutamento anche della produzione di cultura materiale>
 
LA BANCA DAL DNA SARDO
Anche il Direttore generale della Banca di Sassari, Paolo Porcu ha voluto sottolineare il ruolo e la mission dell’istituto di credito, sempre più orientato a promuovere la cultura e i saperi del territorio. <La Banca di Sassari prosegue con grande attenzione la sua politica di stretto rapporto con il territorio nello sponsorizzare le
attività che possano mettere in mostra ed evidenziare ciò che è l’eccellenza della tradizione e della cultura sarda>, ha rimarcato Paolo Porcu. <In questo caso specifico del settore tessile, mettendo a disposizione le proprie risorse e i preziosi manufatti della sua collezione per una esposizione che tende a esaltare le eccellenze della nostra isola. I manufatti esposti sono la testimonianza di un lungo e premuroso lavoro operato dalla Banca nel sostenere questo settore anche attraverso la politica dell’acquisizione che ricostruisca i momenti salienti della storia degli ultimi decenni>.
 
LE COLLEZIONI ARMADILLO, NAE e NEA
 I manufatti di queste tre collezioni sono quelli che testimoniano i rapporti tra professionisti non isolani e gli artigiani sardi nella realizzazione di lavori che sperimentano nuovi percorsi produttivi cercando di coniugare la tradizione con l’innovazione come la NAE fondata da Gianfranco Secci e Gianni Giugnini, mentre la NEA fondata da Gianfranco Secci e l’Architetto Bimbia Fresu (dell’Arp Studio) nasce con lo scopo di valorizzare i lavori nati negli anni ‘80 con il progetto Taccas, che aveva interessato molti tra i grandi nomi dell’architettura italiana e alcuni centri dell’isola per diversi anni.
 
Nel corso dell’inaugurazione della mostra gli amministratori di Samugheo presenteranno il concorso di idee per artisti e designers “Annodarte 2013”. Il concorso è volto a promuovere la produzione di tessuti secondo le tecniche tradizionali samughesi attraverso la raccolta di proposte che possano facilitare l’avvicinamento del mercato moderno all’artigianato tipico.
 
Il concorso è altresì occasione di incontro tra artigiani, artisti, critica, addetti del settore: obiettivo non secondario è creare una rete che metta in relazione gli artigiani locali con figure nazionali e internazionali, facilitando, attraverso prodotti innovativi, la promozione delle tipicità artigianali samughesi in un contesto vasto.
 

UFFICIO STAMPA

LUCA URGU

(lukaurgu@gmail.com)

cell. 338483483

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COMUNICATO STAMPA

MURATS

Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda

CHIUSURA E PROROGA

Il MURATS informa che il Museo resterà chiuso dal giorno 10 settembre al 18 settembre per disallestimento della Mostra dell’artigianato sardo presente al primo piano dove verrà allestita un  parte della Collezione Permanente, mentre, visto il grande successo, al piano terra verrà prorogata l’esposizione della mostra del tappeto di Samugheo.

Il Museo sarà visitabile con questo nuovo allestimento dal 19 settembre al 14 ottobre.

Alla riapertura verranno reintrodotti i seguenti orari:

Mattina 10:00 – 13:00

Pomeriggio 17:00 – 20:00

Chiusura settimanale: lunedì e martedì